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Informatica e non solo

Archive for the ‘GrayHats’ Category

Differenze informatiche: quando i media non ci azzeccano mai

Posted by hosiris su gennaio 13, 2011

Tempo fa avevo promesso che avrei scritto un post in cui descrivevo i concetti di White Hat e Black Hat e siccome mantengo sempre le promesse direi di cominciare il nostro viaggio…

Comincerei subito a definire dei sinonimi per i termini sopracitati: un White Hat è quello che viene chiamato Hacker, mentre un Black Hat è quello che fa scrivere tante notizie ai giornalisti (Cracker).
Quindi comincerei subito con le precisazioni: quando i TG sparano a zero su sti maledetti Hacker che fanno danno ovunque per la rete… stanno dicendo una balla perchè un Hacker non fa e non vuole fare danni, ma ia Cracker si 😀
Proprio come in una guerra tra bene e male i White Hats (o Hacker etici) sono esperti di qualsiasi sistema svolgono ogni attività al fine di aumentarne la sicurezza, mentre i Black Hats, esperti quanto i primi, vogliono sfruttare ogni falla a proprio vantaggio!
Voglio farvi notare come abbia puntualizzato il fatto che siano esperti: il 90% di chi si professa Hacker non lo è (un vero Hacker non si vanta di esserlo, ma i fatto lo rendono tale); questi finti-Hacker passano il tempo a leggere notiziucole dove capita, sanno poco di quello che fanno, e non apportano migliorie alla comunità. Anche un Black Hat fa qualcosa di buono, perchè costringe le società a migliorare ogni sistema… ma quelli che chiameremo Lamer non servono a niente. Tipicamente il comportamente di un Lamer è il seguente: mi piace l’informatica; ogni mio amico mi chiama per avere supporto; sono espertissimo di informatica perchè odio windows ed uso linux (ma cos’è questo sed di cui parlate tanto? :P); siccome sono esperto allora sono un hacker… ah si devo attaccare almeno una banca per dimostrarlo… faccio una ricerca su Google… ah ecco tal dei tali ha fatto un programma (mannaggia è per windows… ma perchè devo usare linux se i programmi già fatti sono per windows?) che accede agli account di posta dei dipendenti delle banche :O bello proviamolo… ecco che il nostro piccolo Lamer è diventato uno Script Kiddies cioè colui che non sa minimamente con cosa sta giocando, ma che lo fa perchè… bo… di certo non diventerà famoso… di certo non verrà assunto da qualche mega società.. di certo finirà in carcere!

In questo panorama sempre in continua lotta, emergono altre figure. La filosofia di base è che non esiste solo il bianco ed il nero, ma tutta una serie di tonalità che va da un estremo all’altro; hanno una visione fuzzy dell’universo: parliamo di Grey Hats.
Con questa filosofia un gruppo di ragazzi ha pensato di costituire una associazione (GrayHats) tramite cui poter svolgere attività utili alla società (magari si riesce a migliorare un po’ questo mondo), senza dimenticare l’enorme amore per l’informatica.
Magari siete anche voi degli amanti della tecnologia (non per forza esperti, una ulteriore filosofia potrebbe indicare la conoscenza di un gruppo di persone decisamente superiore a quella del singolo) allora potreste farvi un giretto sul portale di questa associazione, leggerne le motivazioni e magari essere presi dal desiderio di far parte di questo gruppo 😀

Per oggi è tutto, buon divertimento!

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Deaddrop per condividere file senza una connessione ad internet

Posted by hosiris su dicembre 2, 2010

Cos’è una Dead Drop? Wikipedia ci informa che:

Una dead drop, è un luogo usato per condividere segretamente oggetti tra due persone, senze che queste vengano mai in contatto.


Sulla linea del voler condividere file, senza che le persone in oggetto possano mai incontrarsi, un architetto newyorkese ha avuto una fantastica idea: cementare in giro per New York dei drive USB in modo da permettere a dei passanti di collegare il proprio PC e lasciare un messaggio o qualcos’altro.

Una fantastica idea come questa non poteva sfuggire alle attenzioni dei GrayHats (di cui faccio adesso parte anche io). Per cui stiamo anche noi disseminando l’Italia con questo tipo di dispositivi con la speranza che l’italiana di chi le utilizzera non prevalga su tutto.

Nei prossimi giorni compariranno altri marker. Le mie speranze prevedono che qualche buon tempone munito di penna biro non cominci a staccare il cemento dal muro per poter prendere possesso della pennetta… una pennetta costa 10 euro non distruggiamo le cose altrui!
Altro timore ricade sulla tipologia dei file che verranno posizionati nella pennetta rischiando di ricadere nell’illegale… anche qui devo sperare nel buon senso di ognuno di noi!
Detto questo, buona condivisione!

PS: prima o poi dovrò parlare dei GrayHats e di cosa essi (o noi) facciano, intanto vi basti sapere che l’ideologia che muove l’associazione di posiziona tra i cosidetti whitehats e blackhats; perchè il mondo non è bianco o nero, ma pieno da miriadi di sfumature che sono il motivo per cui è bello vivere!

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