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Informatica e non solo

Stato dell’arte sulla risonanza magnetica cardiovascolare

Posted by hosiris su ottobre 29, 2010

Effettuare studi sulla risonanza magnetica cardiovascolare (CMR) a un campo di forza di 3 Telsa porta ad alcuni vantaggi, tra cui l’aumento della magnetizzazione, l’aumento della risposta alla frequenza di risonanza. Tuttavia, vi sono notevoli sfide di eseguire al fine di usare periodicamente la CMR, compresa la riduzione dell’omogeneità del campo magnetico principale, l’aumento della deposizione di potenza RF e l’aumento degli elementi di base di suscettibilità. Nella recensione proposta, si delineano gli effetti fisici che si verificano durante l’imaging ad alti campi, esaminano i risultati concreti che questi effetti hanno sulle applicazioni CMR ed esamina i metodi utilizzati per compensare questi effetti. In particolare, verranno esaminate “cine-imaging”, “angiografia coronarica”, “imaging di perfusione del miocardio”.

FONTE: jcmr-online.com
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