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Chirurgo ricorre ad ingegneri per riparare una frattura al femore

Posted by hosiris su aprile 13, 2010

E’ tarda notte quando molte delle città stanno dormendo e l’ospedale è tranquillo. Ma in sala operatoria, uno stanco ma imperterrito chirurgo sta faticando a causa di una riduzione di una frattura al femore di un giovane paziente. L’operazione chirurgica, che solitamente è una meticolosa e semplice procedura, non stava andando come il solito. Dopo aver lottato con la frattura, non ha altra scelta che procedere con tecniche molto invasive. Taglia, apre e riduce la frattura, solo che una rilascio di grasso causa un embolo alla gamba.
“Deve esserci una via più facile”, pensa Michael Dunbar, chirurgo ortopedico e professore al dipartimento di chirurgia del Dalhousie University in Halifax.

Molti dei danni alle ossa richiedono forza per essere riparate e sono spesso il risultato di cadute o incidenti in macchina. Per ridurre la frattura, i chirurghi devono operare a partire dalla testa del femore, posizionando un chiodo nel midollo e inserendo viti attraverso la parte iniziale del chiodo per tenerlo in posizione.
Comunque, se la frattura non può essere allineate del tutto, il chiodo non può essere inserito. In questi casi il femore deve essere aperto in modo da poter allineare l’osso, ma questa procedura invasiva rappresenta solo l’ultima spiaggia per i chirurghi.
“E’ come strappare la corteccia dall’albero”, dice Dr. Dunbar. “Se lo aprite, potrebbe ritardare la guarigione.”
Guidando verso casa, quella notte, Dr. Dunbar pensa di voler eliminare il taglio del femore. Il giorno successivo chiama lo studente del secondo anno di medicina Dave Wilson, un ingegnere biomedico laureato alla Dalhousie University che lavora per il Dr. Dunbar, per un cosiglio.
“Mi disse che era necessario un oggetto che potesse essere posizionato sotto il canale e guidarlo attraverso la frattura resistenso alle forze all’interno del femore e allineare la frattura,” dice Mr Wilson. “Mi chiese se secondo me fosse una operazioen tecnicamente possibile e come un neolaureato, pansai che lo fosse.”
Mr. Wilson suggerì al Dr. Dunbar un ingegnere meccanico e due studenti del quinto anno per la progettazione e la costruzione del dispositivo.
“Passammo circa un mese ad ideare soluzioni, fare liste di pro e contro e scegliere il miglior progetto”, dice uno studente.
Il dispositivo che hanno ideato (Femoral Fracture Reduction) è una bacchetta di acciaio inossidabile, con una fine snodata controllata da una cavo che lo attraversa. I chirurghi devono abilmente attraversare il disallineamento e avvitare il cavo e tirare il tutto, facilitando la parte più complessa dell’operazione.
“Se avremo successo, significherebbe che per tutte le fratture che non possono essere ridotte, esisterà un dispositivo che evita di intervenire in maniera invasiva”, dice Mr. Wilson.
Il progetto è stato premiato all'”Innovation Award for Life Sciences” dall’ufficio del “Industry Liaison and Innovation”. Il premio consiste di 50.000$, da usare nella protipazione e produzione del dispositivo.
Dr. Dunbar crede che la cooperazione interdisciplinare è quello che ha reso questo possibile.
“Questo tipo di collaborazione è quello che mi stimola e mi rende fiero di essere parte del Dalhousie,” dice Dr Dunbar. “Gli studenti ci collegano agli altri ricercatori e ai gruppi e questo è quello per cui l’università esiste, ed è una delle migliori parti del mio lavoro. E’ un clichè, ma è vero che spesso imparo da loro.”

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