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Informatica e non solo

Archive for 9 aprile 2010

P2P e download, ovvero come scaricare con IRC

Posted by hosiris su aprile 9, 2010

Forse qualcuno potrebbe farsi venire un infarto vedendo scritto “peer-to-peer” vicino a IRC. Certo il protocollo prevede il collegamento a server centralizzati, ma lo scambio file è totalmento P2P.
Di cosa voglio parlare? Certamente non del problema etico di scambiarsi file (da me ampiamente condiviso, purchè rispetti i termini legali), ma di come sfruttare questo protocollo per avere a portata di mano molti file.
Molti lettori sicuramente useranno mIRC (tanto da confondere il protocollo col nome del software), ma personalmente preferisco altri software ed in particolare oggi parlerò di XChat, facilmente installabile da repo tramite:


sudo apt-get install xchat

Una volta avviato e configurato, vi troverete davanti ad una lista interminabile di server. Potete provarli tutti se volete, ma agli albori ne presi a caso uno e li sono rimasto (erano anche di meno): FreeNode.
Per raggiungere i nostri scopi però dovremmo aggiungere un nuovo server, quindi nella lista dei server cliccate su “Aggiungi” e inserite i seguenti parametri:


hostname= irc.darksin.it
port= 6667

Collegatevi e scorrete la lista di canali. Ognuno di questi vi permette di reperire file, ma come si fa?
Una volta collegati ad un canale, salutate. Si altrimenti vi cacciano a calci, bisogna essere educati. Dopo il saluto scrivete:


!list

vi comparirà un link che vi porterà ad un sito. Nel sito è presente una lunghissima lista di file condivisi, ad ogni file corrisponde un numeretto nel format “#d” (dove con la d intendo il riconoscitore per numeri ;)) ed un bot.
Memorizzate il bot ed il numero, ritornate in chat e scrivete:


/msg nome_bot xdcc send #d

Vi si aprirà una finestra che vi chiederà dove salvare il file. Attendete e alla fine godetevi il file.

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Dispositivo per l’assistenza ventricolare progettato in Utah dà la possibilità ad un uomo di vivere una vita attiva

Posted by hosiris su aprile 9, 2010

Dopo aver ricevuto l’impianto di un dispositivo per l’assistenza ventricolare (VAD) di quarta generazione, avvenuta il 17 marzo all’Università dello Utah, un uomo con problemi al cuore sta pregustando la possibilità di ripristinare una vita normale.
Douglas Wiley ha ricevuto il VAD “Levacor” partecipando al programma nazionale di trial clinici all’Università ed è ansioso di provare il dispositivo nella vita reale. Dice il 44enne: “Non posso aspettare di ritornare sulla mia motocicletta”.
Il trial clinico, che sta valutando come il nuovo VAD possa essere usato come ausilio durante i trapianti, è uno dei molti trattamenti all’avvanguardi offerti dal programma cardiovascolare dell’Università per persone che soffrono di malattie cardiache.
“Questa nuova generazione di VAD rappresenta un importante passo in quanto da la possibilità ai pazienti di recuperare la loro forza e vitalità mentre sono in attesa di un trapianto,” dice Craig H. Selzman, ricercatore e cardiochirurgo. “L’Università dello Utah ha una lunga e promettente storia nello sviluppo e uso di pompe per il sangue impiantabili, e con il Levacor il trial clinico sta aumentendo il loro impegno nell’aiutare persone con malattie serie.”
Il Levacor fu inizialmente sviluppato come progetto spin-off dall’Università ed è stato commercializzato dalla “WorldHeart Corporation”. Diversamente dagli altri VAD, questo usa un rotore magneticamente sospeso per aiutare il pompaggio del sangue, permettendogli di operare senza cuscinetti o altre parti in movimento che potrebbero danneggiare il sangue.
Sebbene gli attuali trial clinici stiano valutando il Levacor come supporto per i trapianti, il dispositivo potrebbe essere valutato come un’alternativa al trapianto e potrebbe essere usato come dispositivo per il recupero del cuore. Su queste premesse, un VAD progettato per essere efficiente, duraturo e con un danno ematico minimo potrebbe dare maggiore forza ad un muscolo cardiaco debole o tramite il suo aiuto diretto oppure aiutando le altre terapie come la somministrazione di medicinali.
L’Università attualmente sta conducendo dei trial su cellule staminali, in cui le stesse cellule staminali del paziente vengono raccolte, purificate e iniettate nel cuore per stimolare la crescita di cellule cardiache. Ma il solo modo in cui molti pazienti possano raggiungere buoni risultati è quello di usare per un perioso esteso un VAD.

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