.: HosiriS :.

Informatica e non solo

Occhio bionico per il recupero della vista

Posted by hosiris su aprile 5, 2010

Un prototipo di occhio bionico, sviluppato da ricercatori australiani, prevede l’impianto di una array di elettrodi nell’occhio che può inviare impulsi elettrici direttamente ai neuroni della retina.
Il gruppo, chiamato “Bionic Vision Australia”, sta sviluppando un dispositivo chiamato “wide-view neurostimulator” per pazienti colpiti da perdita di vista.
“E’ stato realmente progettato per permettere alle persone di muoversi nel loro ambiente e superare gli ostacoli”, dice Anthony Burkitt, direttore alle ricerche al BVA. “Stiamo ancora lavorando su prodotti di seconda generazione che aiuteranno le persone a riconoscere i volti e a leggere”.
I ricercatori stanno cercando la strada per usare l’elettronica per aumentare il riconoscimento. Nell’ultimo anno, il MIT ha annunciato che è stato sviluppato un chip che permette il recupero della vista su alcuni pazienti. Il bulbo progettato dal MIT contiene un microchip che lo connette ad una spira su un paio di occhiali. Il chip riceve le informazioni ottiche e attiva gli elettrodi che attivano le cellule nervose che inviano gli input ottici al cervello.
Burkitt dice che altri gruppi in Germania e Giappone stanno lavorando su progetti simili. La principale differenza tra questi progetti sta nel numero di elettrodi usati, nella configurazione degli elettrodi e nel metodo di trasmissione dei dati.
BVA usa una camera esterna (con una risoluzione di 5 Mpx) montata su un paio di occhiali. Un array di elettrodi è impiantato nell’occhio e connette la parte centrale della retina (dove è presente il numero maggiore di neuroni) con la camera. Una unità esterna è dotata di un software per l’elaborazione delle immagini per la produzione di impulsi elettrici. La comunicazione tra gli elettrodi e l’unità esterna è wireless.
“La camera non necessita di essere molto alimentata perchè la qualità dell’immagine non è un componente cruciale”, dice Burkitt. “La cosa importante è il processo di elaborazione.”
L’immagine risultante non è la stessa di quella vista da persone con vista normale. Risulta una versione pixellata con un relativamente piccolo numero di punti: circa 100 nella prima versione. Ma è solo l’inizio, dice Burkitt. Innanzitutto il team sta lavorando ad una versione che prevede 1000 elettrodi, che sviluppano una risoluzione 10 volte maggiore. Saranno composti di platino al posto del diamande policristallino usato per la prima versione, in questo modo molti elettrodi possono essere compressi per una migliore immagine.
Burkitt e il suo team sperano di poter impiantare il primo occhio nel 2013.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: