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Ricercatori Biomedici usano gli ultrasuoni per misurare la risposta al trattamento del cancro

Posted by hosiris su aprile 3, 2010

Ingegneri Biomedici all’uinversità di Ryerson a Toronto stanno verificando come gli ultrasuoni e la luce possano essere usati per misurare l’efficacia del trattamento del cancro nelle prime fasi della terapia. Comparando pattern di ultrasuoni ad alta frequenza prima e dopo il trattamento, i medici potrebbero potenzialmente conoscere se un tumore sta rispondendo alla terapia prescritta nell’arco di pochi giorni.
“Attualmente, i pazienti devono completare un intero ciclo di radiazioni o di chemioterapia, prima che si possa sapere se un trattamento è stato efficace.” – dice Michael Kolios, professore al dipartimento di fisica del Ryerson – “Con l’uso degli ultrasuoni i dottori potrebbero determinare la risposta dei tumori alla terapia senza dover aspettare la fine della terapia. Come risultato, la valutazione dell’efficienza del trattamento potrebbe migliorare le decisioni sul tipo di terapia da seguire.”
Kolios si sta concentrando su due aree di ricerca: come i pattern di ultrasuoni possono facilmente determinare se un trattamento è efficace; uso degli ultrasuoni come terapia. Questa ricerca porterebbe molti potenziali benefici: miglioramento della qualità della vita delle persone, supporto alle altre ricerche offrendo veloci feedback sui risultati dei trial ed infine una possibile riduzione della necessità di procedure invesive e chirurgiche.
“Uno dei nostri scopi è quello di esplorare come le tecnologie ad ultrasuoni possono essere usate nelle battaglie contro il cancro.” – dice Kolios – “Ho fiducia sul fatto che possiamo espandere le applicazioni degli ultrasuoni per lo sviluppo di nuove e più accurate diagnosi a basso costo.”

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Ingegneria Biomedica: cos’è?

Posted by hosiris su aprile 3, 2010

Ormai da settimane sto navigando in lungo ed in largo per poter trovare delle fonti “buone” per poter trattare di questa sezione. A lungo combattuto sul fatto di considerare la cosa come una semplice sezione di questo blog o di trattare l’argomento su un nuovo blog, ho deciso di cominciare come semplice sezione… poi si vedrà!
Che scopo vorrei raggiungere? Scambio di informazioni riguardo il mondo dell’Ingegneria Biomedica, in tutte le sue sfaccettature, ma anche informazione del lettore curioso che vuole conoscere nuove realtà.

Comincerei col parlare di cosa sia Ingegneria Biomedica e del perchè si sia presentata la necessità di creare una tale figura.
Come cita Wikipedia: “L’ Ingegneria biomedica è la branca dell’ ingegneria che utilizza le metodologie e le tecnologie proprie dell’ingegneria al fine di comprendere, formalizzare e risolvere problematiche di interesse medico-biologico, mediante una stretta collaborazione degli specialisti dei vari settori coinvolti.”
Quindi abbiamo un ingegnere che, in linea di massima, prima va ad ascoltare le lamentele dei medici (o i problemi messi in risalto), dopo si rinchiude nel suo studio cercando di formalizzare (quindi definire le fasi di risoluzione dei problemi) il problema ed infine si reca da specialisti, quali ingegneri meccanici o elettronici o di qualsiasi razza, assegnando loro l’esecuzione di determinati progetti (che fanno parte del grande progetto) che poi verranno riassemblati del biomedico stesso (che farà anche i dovuti controlli). Questo implica che un ingegnere biomedico, oltre alle dovute conoscenze ingegneristiche (le più disparate in quanto deve essere capace di colloquiare con ogni tipologia di ingegnere), deve avere delle conoscenze mediche per poter comprendere il linguaggio di medici che saranno ben lontani dal saper formalizzare un problema.
In Italia è una figura relativamente nuova, nel senso che nell’ambito di ricerca è ben inserita, ma nella realtà delle aziende ancora poco conosciuta. Lo sbocco principale dovrebbe essere nel ruolo di Ingegnere Clinico, figura che lavora principalmente in ambiente ospedaliero e responsabile di tutto il settore tecnologico (dalla strumentazione al sistema informativo), ma come sempre stiamo un po’ indietro: da anni sento parlare di una legge che impone la presenza di almeno un ingegnere in ospedale, ma non se n’è mai vista la realizzazione. Oggigiorno lo sbocco a cui può aspirare un neolaureato è il Product Specialist. Cosa fa? Inutile perderci in parole, avete presenti quegli odiosi Informatori farmaceutici che tanto tempo vi fanno perdere dal medico? Ecco esiste una versione anche in questo ambito, non promuove prodotti farmaceutici bensì protesi o macchinari, ma è una vita fatta di macchine, strada e continui appuntamenti! Completo le principali possibilità con la figura del Technical Consultant che vive in Sala Operatoria, è il responsabile per una data azienda che deve controllare la giusta esecuzione dei processi di utilizzo o deve essere in grado di fornire la giusta assistenza nel caso si presentino dei problemi.

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